Il vino va di moda: 3 incontri tra uva e fashion

by Valeria Elisabetta Volponi

Il vino va di moda. In senso letterale. 

Sono sempre più frequenti le strizzate d’occhio del mondo fashion ai rossi, ai bianchi, ai rosati… non su stoffa ma nel bicchiere. 

Tanto che gli stilisti sono ben felici di inserire, nel portafoglio di marca, il design di intere collezioni di bottiglie o capi ispirati alle zone vitivinicole più famose.

Abbiamo selezionato i 3 incontri più interessanti di questo connubio tra uva e fashion.

Massa e Agostinetto: giacche ispirate al Timorasso

Si deve all’intraprendenza della stilista alessandrina Angela Agostinetto la creazione di una collezione di giacche con l’enologo di fama mondiale Walter Massa.

Un lavoro nato dal processo di «osmosi» tra il colore dell’abito e quello del Timorasso e degli altri vini contenuti nelle bottiglie griffate dal vignaiolo di Monleale. Le giacche, che riprendono le sfumature dei Vigneti Massa, hanno una peculiarità: il collo si può staccare e sostituire con un altro oppure può essere portato alla coreana. Si avranno così tre o più giacche in una.

Da stilisti a vignaioli

Sono sempre di più i creativi del taglio e cucito che hanno deciso di diventare produttori di vino: tra i primi Roberto Cavalli che, insieme al figlio Tommaso, proprietario dagli anni ’70 della Tenuta degli Dei in Toscana, ha realizzato nel 2007 Cavalli Selection e Cavalli Collection, due bottiglie di vino toscano abbigliate con il suo stile un po’ sopra le righe.

Ma anche i Ferragamo, dopo aver acquistato un intero borgo toscano abbandonato, lo hanno trasformato in una splendida realtà di ospitalità diffusa, un vero relais con Piscina, il Borro, e si sono dati alla coltivazione del vino.

Renzo Rosso, patron di Diesel a Marostica (Vicenza) produce il “vino sartoriale”, vini di nicchia dal respiro internazionale: Bianco di Rosso, il Rosso di Rosso e il Nero di Rosso, sono i suoi vini proposti in bottiglie che si distinguono per le etichette stampigliate direttamente sul vetro e chiuse con ceralacca.

E anche la famiglia Missoni ha una serie di appezzamenti di terreni coltivati a vigna nelle Langhe e in Sicilia.

Dalle vinacce un biomateriale per abiti e accessori

Si sperimenta, e non poco, alla ricerca di un impiego alternativo per l’uva.
Vegea, start-up tutta italiana, si è cimentata nella realizzazione di abiti e accessori realizzati con un biomateriale che arriva nientemeno che dalle vinacce, battezzato Wine Leather.
I derivati della lavorazione vitivinicola, ovvero l’insieme dei semi e bucce dell’uva che si ricavano durante la produzione del vino, contengono composti polifunzionali che costituiscono la base ottimale per la creazione di tessuti tecnici ecosostenibili. E che sono 100% animal-friendly ed ecosostenibili.
Wine Leather è già diventata una collezione moda completa: abiti, borse e scarpe che si ispirano a capi e accessori in pelle, che fanno bene anche all’ambiente. Così si evita che la vinaccia diventi un ulteriore rifiuto da smaltire che, finendo sui terreni, inquina le falde acquifere.
ValeriaElisabetta-Redazione Vinity Fair-Chi Siamo
Valeria Elisabetta Volponi

Giornalista professionista e docente di digital marketing.

Sogna di aprire un izakaya con finger food italiano nel sud del Giappone, in cui servire dell'ottimo vino.